FMK XV: Report PRIMA SERATA (17/07/2018)

Cornice suggestiva, pubblico affezionato, selezione di corti e animazioni dal mondo, questa la ricetta che decreta il successo di FMK, anno dopo anno. La magia si è ripetuta anche ieri sera, riuscendo ad alzare ancora la qualità della proposta. Infatti la selezione di opere che si sono succedute sul schermo includeva i premiati e nominati ai maggiori festival internazionali, ma si trattava di lavori, anche quando attraversati da dello humor, mai stupidamente leggeri. Il nostro pubblico ha apprezzato la scelta di un programma impegnato, restando incollato alla sedia fino alla fine.

Il festival si è giustamente aperto con il David di Donatello di quest’anno, Bismillah di Alessandro Grande, che affronta il tema caldo delle condizioni di vita di alcuni immigrati entrati illegalmente nel nostro paese, mostrandoci il punto di vista di una bambina tunisina che si trova a dover affrontare situazioni più grandi di lei. A seguire la meravigliosa animazione Negative Space di Ru Kuwahata e Max Porter, in nomination agli Oscar 2018, attraversata dallo stesso humor nero che caratterizza anche il corto successivo, Long Term Delivery di Jake Honig.

Aldo Graniero di Crédit Agricole Friuladria ha poi consegnato il Premio QualitàIlaria Angelini, Luca Barberis Organista e Nicola Bernardi che hanno mostrato in anteprima l’animazione creata ad hoc per la mostra dedicata ai quadri di Francesco Maluta organizzata dalla galleria TRA di Treviso. A dare il titolo al loro lavoro e al percorso espositivo, il Totoaba, pesce in via di estinzione.

La serata è poi proseguita con il toccante The Silent Child di Chris Overton, film ben confezionato per sensibilizzare sull’importanza dell’apprendimento del linguaggio dei segni da parte dei sordomuti, per consentire un loro adeguato sviluppo cognitivo. Incredibilmente, l’insegnamento del linguaggio dei segni è ancora scarsamente diffuso, condannando i bambini sordi e sordomuti all’emarginazione sociale e all’impossibilità di sviluppare i propri talenti. The Full Story di Daisy Jacobs e Chris Wilder, racconta invece la storia di una famiglia e della casa in cui ha vissuto gioie e dolori, e lo fa con una tecnica di animazione in stopmotion davvero originale: fondali a grandezza naturale dipinti, frame dopo frame, con personaggi e oggetti in movimento, mentre attori e oggetti di scena sono animati in stopmotion per interagire con il mondo pittorico, creando un unico universo visionario, come lo sono i ricordi d’infanzia.

Grande anteprima dello spettacolo dal vivo Astrazione Lirica della cantante d’opera Valentina Volpe Andreazza, accompagnata alla chitarra Astrazione Lirica da Enrico Maria Milanesi e dai live painting di Marta Lorenzon: un modo inusuale di proporre l’opera per avvicinarla a chi ancora la considera qualcosa di superato, reinterpretando la famosa habanera della Carmen di Bizet L’amour est un’oiseau rebelle. Carmen è un personaggio molto moderno, una donna lavoratrice che sceglie chi amare, un personaggio potente e unico nel panorama dell’opera che solitamente propone per lo più figure di donne ottocentesche d’alto rango straziate dalle pene d’amore.

A chiudere la serata, How Was Your Day? di Damien O’Donnell, che affronta il tema tabù della depressione post partumCowboy Dave di Colin O’Toole, che già dalle prime parole profferite dai personaggi, ci trasporta con il loro accenti nei sobborghi di una Manchester anni ’90, alternando sapientemente umorismo e drammaticità che le sono valsi il BAFTA 2018, e per finire Weekends di Trevor Jimenez, animazione visionaria sul divorzio visto attraverso gli occhi di un bambino nella Toronto anni ’80, un racconto che per tecnica e potere immaginifico è stato premiato anche ad Annecy 2018.

Nella corte antistante il chiostro, il pubblico è stato accolto dal dj set di Lara Trevisan, dai cortometraggi in Virtual Reality, dal programma Off in cui spiccava, tra i video suggeriti dai nostri Esploratori, il videoclip Ode to Joy, del team del progetto Euphonia con protagonista la cantante lirica Valentina Volpe Andreazza, nostra ospite speciale della serata di apertura. A ciclo continuo era possibile visionare anche il programma completo della sezione Premio Speciale Ambiente. Nel mentre l’illustratrice Irene Coletto realizzava simpatiche spille personalizzate. Un’offerta culturale e di intrattenimento ricca e trasversale, non solo per riempire tre nottate estive in modo diverso dal solito, ma anche per innescare corto circuiti che speriamo il nostro pubblico coltivi e diffonda.

E stasera, l’appuntamento più atteso: la notte horror! 

[Tutte le foto del festival sono di Elisa Caldana photography. La gallery completa è qui: http://bit.ly/fotoFMK2018]

18/07/2018