La seconda serata del Festival (il DIY come filosofia di vita)

La seconda serata del festival si apre all’insegna del DIY (Do It Yourself) che lungi dall’essere un semplice sinonimo di “fai da te,” è una vera e propria etica ed estetica della creatività. Non ne sono immuni i Ghost.city Collective che, con le loro sperimentazioni musicali e le loro autoproduzioni, fanno della ricerca e della realizzazione di artwork (fuori dal circuito che vede nella musica e nei gadget solo dei prodotti) la loro poetica. Restituiscono così all’arte, in questo caso alla musica, il suo più genuino significato, quello culturale.

Ma il DIY viene spinto all’ennesima potenza, nella sua semplicità, da MAKE YOUR OWN T-SHIRT piccolo laboratorio di serigrafia istantanea per la realizzazione della maglietta del festival. Eleonora Spizzamiglio, la madrina friulana della silk screen print, guida chi vuole cimentarsi nella tecnica di stampa più suggestiva che ci sia, nella realizzazione di una serigrafia su stoffa. I più bravi si sono ricordati di portare da casa tshirt e borsine di colore chiaro da stampare in loco. I più sbadati hanno trovato comunque a un prezzo politico delle magliette bianche da poter stampare. Sì, perché la stampa in sé e per sé è gratis! Per noi è importante che FMK non sia un brand nel senso più superficiale della parola, e che la maglietta non sia solo un freddo gadget con cui marchiarsi per tifo o solo perché è bella (ed è bella!!!).
La maglietta fai da te diventa l’occasione per avvicinarsi a un settore artistico, per riscoprire la capacità di fare con le proprie mani invece che comprare. Tutto, anche una semplice maglietta bianca, si carica così di valori, affettivi, esperienziali, culturali, per essere un invito, crisi o non crisi, a un nuovo modo di essere e di fare.

Tutti concetti ben sottolineati nei suoi interventi da Sara Pavan, curatrice della sezione animazione, che ha presentato la serata. L’animazione riveste una grande importanza nel nostro festival. A partire dalla sigla, firmata Michele Bernardi (con la musica di The Classmates a fare da sottofondo, gruppo della pordenonese Ottavia Gaspardo) per continuare con i corti animati in concorso (in questa seconda serata: Warm Snow di Ira Elshansky, Bär (Bear) di Flörks Pascal e Mend and Make do di Bexie Bush), per finire con il Premio Qualità FriulAdria – Premio internazionale miglior cortometraggio di animazione (un riconoscimento unico nel suo genere nel panorama nazionale, perché non si limita a premiare il talento, offre invece l’opportunità per la creazione di una nuova opera grazie a un finanziamento di ben 2.000 euro). Grande novità di quest’anno è che il premio non verrà assegnato da una giuria specifica, ma dalla stessa giuria che giudicherà corti e corti cortissimi, segnale forte per far capire che l’animazione non è una sorella minore del cinema, è cinema PUNTO.

In questa seconda serata di proiezioni non si è vista solo dell’ottima animazione. Gli altri corti in concorso erano Le temps d’un tango di Frédéric Hontschoote, L’étang (The Swamp) di Xavier Demoulin, Früling (Spring) di Michael Podogil, Blue Sorrow di David Bertran, Log Out di Andrea Ratto, Parce que je t´aime (Because I love you) di Enrique Garcia de Blas, El X0w di Marc Ortiz, Yuri on the Phone di Rene Nuijens [nella foto], La prueba (The Audition) di Rogelio Sastre. Con i voti di stasera sarà ufficialmente decretato il vincitore del premio del pubblico per le sezioni Corti, Corti-cortissimi e Animazione… ma serve pazienza, la serata delle premiazioni è venerdì 17, una serata di cui non aver paura, nonostante le superstizioni… c’è da aver paura piuttosto della serata di domani: l’attesissima Horror Night!

19/07/2015