VISIONI OFF_V.A.I. VIDEOARTEITALIA

La benedizione degli animali

di Cosimo Terlizzi, 2013, 7’41

01 _ La benidizione degli animali _ Cosimo TerlizziUna mucca si guarda allo specchio, un maiale gigante si riposa in una pozzanghera di fango, una zampa di coniglio appesa come un talismano, un fagiano annuncia con il suo canto l’arrivo dello straniero. In questa fattoria piena di animali, la minaccia della morte è vicina ma, al suo posto, ha luogo un rito di benedizione, celebrazione del dramma e della bellezza della vita.

Cosimo Terlizzi nasce in Puglia ma vive e lavora a La Chaux-de-Fonds in Svizzera. Dopo gli studi artistici a Bologna sviluppa il suo lavoro nell’uso di diversi media: fotografia, performance, video arte. Ha esposto in musei e gallerie quali Galleria d’Arte Moderna di Bologna, Fondazione Merz di Torino, Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento, MACRO di Roma, National Museum di Bratislavia, Galerie C di Neuchâtel. I suoi film sono stati presentati in sedi come Torino Film Festival, Festival Internazionale del Cinema di Roma, London International Documentary Festival, France Doc Parigi.

 

dust grains

di Elisabetta Di Sopra, 2014, 3’32”

02 _ dust grains _ Elisabetta di Sopra“Distant memories, those of childhood, are like dust grains in the eyes”
Riflesse negli occhi innocenti, le immagini sono memoria di un luogo, di un tempo, di situazioni passate. Con il passare del tempo, alla labilità dei ricordi si sommano le deformazioni provocate dalla memoria e dalle sollecitazioni esterne, lacune alle quali sopperiamo costretti a rielaborare, modificare, aggiungere, sopperire alla mancanza di informazioni, nella creazione di uno strato mnemonico nuovo e vivo.

Elisabetta Di Sopra nata nel ’69 a Pordenone, vive e lavora a Venezia. Conseguita la Laurea specialistica in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, la sua ricerca artistica si esprime in particolar modo attraverso l’uso del linguaggio video per indagare sulle dinamiche più sensibili della dimensione quotidiana e delle sue microstorie inespresse, dove il corpo femminile assume un ruolo centrale in quanto custode di una memoria e di un suo linguaggio espressivo che nella realtà di tutti i giorni altrimenti sfuggirebbe.

 

Blinding Plan

di Debora Vrizzi, 2011, 7’04”

03 _ BlindingPlan _ Debora VrizziNato da una riflessione sul senso dell’arte contemporanea e su come essa si connoti spesso in maniera autoreferenziale, il video diventa reportage di una società incapace di vedere e capire l’arte che viene proposta/imposta. C’è ancora molta distanza da colmare tra proposta artistica e fruizione consapevole. Cancellare le opere d’arte è dunque uguale a sollevare “il velo di Maya”, rivelando la banalizzazione della loro fruizione.

Debora Vrizzi si è formata prima presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e poi presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, si occupa di fotografia e videoarte e lavora come regista e direttore della fotografia nel cinema. Ha esposto in musei e gallerie come offiCina Beijing a Pechino, Galleria 3g a Udine, Mostra Internazionale del Nuovo Cinema a Pesaro, Artverona, C.A.R.M.A. a Roma, Galleria Wannabee a Milano, GAMC di Monfalcone, Digital Photofest a Lucca, Festival Internazionale del Film di Roma, VideoArt YearBook a Bologna, Careof a Milano, Fondazione Bevilacqua la Masa a Venezia, Bank of FUN alla 50° Biennale di Venezia.

 

Hyperions Schicksalslied

di Aaron Club (Matteo Cremonesi e Matteo Gatti), 2012, 3’35”

04 _ Hyperions Schicksalslied _ Aaron ClubRealizzato utilizzando un filmato amatoriale tedesco del 1942, l’attitudine del video è quella di elaborare una riflessione poetica sui segni fisici e culturali di una società prossima al declino. Cercando di astrarre la narrazione dal momento storico trattato, il video vuole soffermarsi sul valore poetico di un momento sfruttando la capacità evocativa degli elementi scelti e delle modalità della loro associazione.

Aaron Club è un gruppo di sperimentazione audiovisiva formato a Milano nel 2010 da Matteo Cremonesi e Matteo Gatti. Partendo da una riflessione di natura formale nei riguardi dell’immagine e concentrandosi sulla costruzione di un racconto non lineare, la ricerca del gruppo si sviluppa attraverso l’elaborazione di materiali d’archivio e di riprese originali con particolare attenzione alle declinazioni di una narrazione sonora considerata complementare all’elemento visivo.

 

Homo Homini Lupus

di Filippo Berta, 2011, 3’04”

05 _ Homo Homini Lupus _ Filippo BertaHomo homini lupus significa letteralmente “l’uomo è un lupo per l’uomo”. In una distesa desolata dei lupi si contendono violentemente una bandiera, simbolismo di un territorio entro cui avvengono lotte fratricide e identificazione di una imposizione del proprio potere sugli altri. Il video mostra una collettività omogenea che nasconde in sé diverse identità, le quali, eccitate da un istinto violento di sopravvivenza, strappano e accumulano le risorse altrui, per poi imporre il proprio potere.

Filippo Berta nasce nel 1977, vive e lavora a Milano. Ha esposto in musei e gallerie come Museo MADRE di Napoli, Jonkopings Lans Museum (SE), National Brukenthal Museum di Sibiu (RO), Centre of Contemporary Art di Salonicco (GR), Museo di Pori (FIN), Vandalorum Museum, Varnamo (SE), Victoria Art Center di Bucarest (RO), Center for Cultural Decontamination, Belgrado (SR), Matadero Centro Creativo Contemporaneo, Madrid (SP), Galleria 400, Chicago, Staedtischegalerie di Brema (DE), Galleria Civica di Trento.

 

Da Lingotto a Paradiso

di Danilo Torre, 2012, 3’25”

06 _ Da Lingotto a Paradiso _ Danilo TorreIl video, realizzato in soggettiva, racconta di una corsa in metropolitana in cui l’angoscia prodotta dal tunnel sotterraneo a Torino restituisce la sensazione della contemporaneità claustrofobica, simile a una cavità infinita e senza uscita. La particolarità dei treni di Torino è quella di non avere il pilota alla guida, quindi il viaggio lascia al passeggero/spettatore la visuale libera nell’incontro verso il tunnel stesso, rimando a celebri atmosfere di film di fantascienza degli anni ’70.

Danilo Torre nasce a Catania nel 1978. Diplomatosi in montaggio al centro sperimentale di cinematografa di Roma, lavora con il video a metà tra le nuove tecnologie dell’HD e le vecchie analogiche, tra il found-footage, mash-up e detournament. Fa suo il recupero e la riappropriazione/furto nonchè riutilizzo delle immagini come ready-made, alla ricerca di un linguaggio attraverso le fantasie e le memorie altrui, collettive, unitarie.

 

End Credits

di Angelo Ricciardi, 2013, 4’53”

07 _ End Credits _ Angelo RicciardiEnd Credits è un tentativo, in forma di web collage, di realizzare una visione oggettiva delle realtà contemporanea, nell’elencazione dei più grandi artisti della storia dell’arte contemporanea, ironicamente uniti alla voce di Papa Benedetto XVI che annuncia le sue dimissioni. Il progetto affonda le sue radici nella sagace critica al sistema del mondo dell’arte contemporanea, isolata nella sua prevalente, spesso unica, forma di mercato che vede protagonisti pochi e ripetuti nomi, dando vita a una impossibilità di parola.

Angelo Ricciardi è nato a Napoli, dove vive e lavora. La sua ricerca si basa sul rapporto tra scrittura e figurazione nella società contemporanea, con particolare interesse per gli scambi tra comunicazione verbale e comunicazione visuale. I suoi numerosissimi progetti sono spesso realizzati in collaborazione con altri artisti e svoltisi contemporaneamente in varie città del mondo. È autore di numerosi libri d’artista, molti dei quali presenti in importanti spazi e collezioni pubbliche e private tra cui MoMA Library, Printed Matter, Collezione Liliana Dematteis, Archivio del ‘900 del Mart di Trento e Rovereto, MU.SP.A.C., Collezione Alessandro Gori, CLA Centre de Livres d’Artistes Bruxelles, ecc.

 

Slot Job

di Tommaso Pedone, 2012, 2’53”

08 _ Slot Job _ Tommaso PedoneSecondo episodio della trilogia dedicata al binomio gioco d’azzardo/crisi economica, il video focalizza l’attenzione sul cambiamento in atto nel mondo del lavoro, in particolare delle attività artigianali, che stanno a poco a poco scomparendo dal panorama moderno. Formato da più partecipanti, si identifica in un microcosmo che riassume simbolicamente l’artigianato del ‘900. L’atmosfera giocosa contrasta ad ogni movimento del rullo con la fatica e la concentrazione dei personaggi al lavoro e invita ad una riflessione.

Tommaso Pedone è regista e videoartista diplomatosi presso l’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna, segue progetti di regia, montaggio e riprese video digitali ad alta definizione. Si dedica a progetti di videoarte, videodanza e teatro, alla produzione di video-interviste e documentari a tema artistico e sociale, prendendo ispirazione dal cinema d’autore, la fotografia e l’arte contemporanea. Responsabile Artistico di “XXX Fuorifestival” di Pesaro, ideatore di “The Art Choice”, si interessa inoltre di arte/comunicazione con progetti di guerrilla, urban/street art e installazioni site specific.

 

Needs ideass!?! PLZ!!

di Elisa Giardina Papa, 2011, 5’29”

09 _ Needs ideass!?! PLZ!! _ Elisa Giardina PapaVideo composto da frammenti di filmati nei quali giovanissimi “youtubers” si rivolgono alla comunità di utenti alla ricerca di idee per realizzare i propri video. La richiesta è molto semplice e diretta: “give me an idea, please!” (datemi un idea, per favore!). Ogni suggerimento può essere utile per aumentare la propria popolarità. “need ideas!?!PLZ!!” esplora i desideri, ma anche le problematiche, che il mito della partecipazione online porta con sé.

Elisa Giardina Papa è una artista italiana il cui lavoro riguarda il ruolo della produzione collettiva di immagini e la sua diffusione nella società contemporanea. Utilizza spesso come formato il film sperimentale che unisce la ricerca Internet attraverso il montaggio. Il suo lavoro è stato esposto e proiettato alla 54° Biennale di Venezia – padiglione Internet, MoMA (New York), Haus für elektronische Künste (Basilea), 319 Scholes (New York), New Gallery (Londra) e Link Center per l’arte (Brescia), tra gli altri.

 

AMPERSAND ATTITUDE

di Marotta & Russo, 2014, 4’50”

10 _ Ampersand Attitude _ Marotta&Russo-Il modo di guardare & la predisposizione. Attraverso una congiunzione logica, anche. Di per sé, un mucchio di progetti dell’immaginario, un movimento tassonomico, un indirizzo di memoria. Andare in cerca e nella ricerca. And per se and. E comunque.
L’identità creativa nell’era del network. Un archivio composto di decine e decine di immagini di “duo”. Prelevati di per sé all’interno di Google con ottica tassonomica e provenienti da ogni ambito. Proporre pubblicamente un nostro “gioco” di prospettiva e di attraversamento. Il progetto proseguirà nel tempo, con la partecipazione e la collaborazione (ri)creativa di chiunque lo desideri.

Marotta & Russo sono un duo di artisti udinesi. La loro ricerca disegna i confini espressivi e concettuali di un personale neoumanesimo digitale, all’insegna della sperimentazione nell’ambito dei linguaggi e delle logiche digitali contemporanee.
Stefano Marotta è nato a La Chaux de Fonds (CH) nel 1971, vive e lavora a Udine (I). Roberto Russo è nato a Udine (I), dove vive e lavora, nel 1969.

 

Instant Painting

di Marco Cadioli, 2012, 5’16”

11 _ Instant Paintings _ Marco CadioliInstant Paintings è parte del progetto “Abstract Journeys”, in cui il popolare software Google Earth viene utilizzato per fare qualcosa di diverso dal suo obiettivo originale di rappresentazione 3D del mondo. In una lunga serie di salti, le superfici della terra, viste dall’alto, in una vista perfettamente azimutale, generano dipinti istantanei.

Marco Cadioli è artista e docente, vive e lavora a Milano. Come obiettivo ha le immagini che si materializzano sugli schermi dei computer, sfumando i confini tra reale e virtuale. Con il recente lavoro presenta una ricerca sulla rappresentazione del mondo reale e il mondo dei dati all’interno di Google Earth, giocando con le forme di rappresentazione in grado di cambiare completamente le mappe e le funzioni del globo.

 

r_lightTweakSunlight

di Marco Mendeni, 2014, 5’11

12 _ r_lightTweakSunlight _ Marco MendeniSimulazione di un mondo fittizio, è la documentazione esplorativa di luoghi suggestivi dentro la macchina, un viaggio attraverso i suoi imprevisti e i suoi lati oscuri. Un percorrere mondi apparentemente reali che si frammentano nella visione, perdendo i volumi, le forme, nella disgregazione e de-costruzione della materia per un progressivo mutare dell’ambiente. Il passaggio da una situazione ambientale all’altra denota la caducità di ogni elemento digitale e la sovrapposizione di elementi distanti tra loro destabilizza lo spettatore e, contemporaneamente, ipotizza possibili verità, come un architetto de-costruttivista che rompe i sistemi figurativi nella necessità di ampliare il concetto di forma.

Marco Mendeni, bresciano di nascita vive tra Milano e Berlino, è uno dei maggiori esponenti della Video Art e della Game Art in Europa. Sviluppa una ricerca avanzata nel quale il videogioco diventa mezzo espressivo per avviare una riflessione critica tra reale e digitale, simulazione e dissimulazione. Virtualità e realtà, presenza e assenza, tradizione e innovazione sono apparentemente coppie di antinomi su cui si basa il suo lavoro.

 

Unexpected Landscape

di Elena Radice, 2012, 8’15”

13 _ Unexpected Landscape _ Elena RadiceProgetto videomusicale che celebra i cortocircuiti tra gli ambiti on line e off line che influenzano fortemente l’immaginario culturale italiano, è un luogo da esplorare e da condensare in immagine e suono. I sei moduli videomusicali che compongono il video sono stati realizzati elaborando e selezionando materiale musicale popolare cattolico, testi di recensioni musicali tratti da tumblr, blogs, video di gare di pattinaggio, di vedute aeree, di microscopi, di documentazione NASA, di snorkeling nel mar Rosso, di documentari National Geographic scaricati da youtube.
http://unexpectedlandscape.tumblr.com/post/28625047979/project

Elena Radice nasce nel 1987 vicino a Milano, dove vive, lavora e studia. Partendo dalla condizione esistenziale dell’essere utente costruisce oggetti in evoluzione in cui le forme si traducono le une nelle altre.

 

Senza Titolo

di Matteo Attruia, 2014, 4’33”

14 _ Senza Titolo _ Matteo AttruiaQuante persone stanno dietro un’idea? Quante idee stanno dietro ogni singola persona? Soprattutto, a chi appartengono? Ancora una volta, abusivamente, senza discrezione e con scarso rispetto, vi è l’appropriazione di strumenti lontani dall’autore per dare forma ad un nuovo lavoro, che ne cita/i mille altri.

Matteo Attruia nato a un certo punto, non cerca nessun tipo di approdo sicuro e preferisce, nel suo abile viaggio da profugo del concetto, una rassicurante domanda a fronte di una discutibile risposta. Ha lavorato in diverse parti del mondo ed esposto a Cracovia, Milano, New York, Nova Gorica, Parigi, Roma, Trieste. “La sua ricerca, sempre venata d’ironia, trova dubbi proprio laddove sembrano esserci solo certezze. Nel realizzare i suoi eleganti e ironici cortocircuiti usa i più svariati mezzi espressivi, tra cui pittura, fotografia e riutilizzo di oggetti d’uso” (L. Conti). Ora è qui.

 

The Magic Piper of Ishinomaki

di Ryts Monet, 2013, 6’85”(loop)

00 _ The magic piper of Ishinomaki _ Ryts MonetIl video The Magic Piper of Ishinomaki, girato due anni dopo il grande tsunami a Ishinomaki, a 100 km dalla centrale nucleare di Fukushima, si sviluppa intorno a un’azione eseguita da un performer e musicista giapponese. Come barriere una tuta anti-radiazioni e la tacita immobilità degli edifici vuoti. La musica improvvisata riflette lo stato emotivo del musicista in relazione al paesaggio, diventando colonna sonora del paesaggio stesso, trasferendo il sentimento d’empatia dall’autore al fruitore.

Ryts Monet nasce a Bari nel 1982, vive e lavora a Venezia dove nel 2007 ha conseguito la laurea triennale in Arti Visive e dello Spettacolo presso l’Università IUAV di Venezia e nel 2011 la laurea specialistica in Comunicazioni Visive Multimediali presso il medesimo istituto. È stato presente al 15th Tallinn Print Triennial, al Padiglione Danimarca alla 54^ Biennale di Arti Visive di Venezia, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, al Tokyo Metropolitan Foundation for History and Culture.

 

I curatori di V.A.I.

chiaramoroChiara Moro, friulana di nascita, basa il suo lavoro in viaggio costante, nella creazione di progetti di comunicazione sempre diversificati a seconda dell’utente finale. Curatrice di formazione, da vita a esperimenti di collocazione di forme artistiche contemporanee fuori dai circuiti tradizionali, evidenziando la capacità di cambiamento esercitabile dal cittadino tramite le modalità di fruizione del prodotto culturale.

stefanomontiStefano Monti, nato a Napoli il 10.04.65. Vive e lavora tra Udine e Windsor. “Idler thinker”, pensatore pigro, studia cultura contemporanea, con un’attenzione particolare all’arte contemporanea e alle nuove tecnologie. Gallerista e curatore indipendente è co-fondatore e direttore artistico di ULTRA e DIVASGTM, piattaforme culturali, no-profit, senza finanziamenti pubblici alla ricerca di un sistema economico indipendente e sostenibile.

08/07/2014